Cineraria di carta: la sperimentazione di Germana Rapone

Cineraria di carta: la sperimentazione di Germana Rapone

Paper Flower Lab · Maison Gregoria × Carta in Dispensa

Cineraria di carta: quando la sperimentazione incontra la natura

Una creazione di Germana Rapone, nato dall'osservazione della natura e dalla voglia di scoprire fin dove può arrivare una carta nuova.

Scopri il progetto

Ci sono progetti che nascono semplicemente dalla voglia di realizzare un nuovo fiore.

E poi ci sono quelli che diventano una vera e propria ricerca.

La Cineraria, interpretata da Germana Rapone per il Paper Flower Lab, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Dietro questo progetto non c'è soltanto la realizzazione di una pianta di carta, ma la volontà di osservare la natura, studiarne le sfumature, sperimentare una carta nuova e capire fino a dove è possibile spingersi per ottenere un risultato realistico.

Creativa: Germana Rapone

Progetto: Cineraria / Dusty Miller

Difficoltà: Avanzato

Carta: Ruvida Verde Lichene 290 g - Floccato Celeste 210 g

Materiale: 5 fogli A4 · ferretti #28

Dalla natura alla carta

La Cineraria è una pianta particolare. A colpire non sono soltanto le sue foglie, ma soprattutto quella particolare superficie e quella gamma di colori che sembra cambiare continuamente a seconda della luce.

Verde, argento, grigio, bianco. Tonalità che nella pianta vera non appaiono mai completamente uniformi, ma si sovrappongono creando profondità e movimento.

È proprio questo che Germana ha cercato di restituire attraverso la carta.

Il punto di partenza è il progetto di Maison Gregoria, scelto per la fedeltà con cui riproduce le diverse forme delle foglie presenti in natura. Il file contiene quattro diverse tipologie di foglia.

“Non semplicemente riprodurre. Osservare, interpretare e sperimentare.”

Una carta tutta da scoprire: Ruvida Verde Lichene 290 g

Per questo primo esperimento Germana ha scelto la Ruvida Verde Lichene 290 g di Carta in Dispensa. Era una carta che non aveva ancora utilizzato e proprio per questo rappresentava una sfida.

La sua grammatura importante e la sua struttura la rendono consistente. Germana ha provato anche ad accoppiare la carta per ottenere maggiore corpo, ma si è resa conto che la scelta rendeva la lavorazione più impegnativa: la carta accoppiata risultava piuttosto dura e poco modellabile.

La doppiatura è diventata quindi una delle parti più delicate del progetto. Da questa difficoltà è arrivata una nuova consapevolezza: per questa Cineraria è preferibile lavorare la Ruvida Verde Lichene nella dimensione originale del file, senza accoppiarla.

Il colore costruito a strati

La Ruvida Verde Lichene ha una superficie che non permette al colore di coprire immediatamente la carta. E invece di considerarlo un limite, Germana ha trasformato questa caratteristica in un punto di forza.

Ha lavorato con i PanPastel, costruendo gradualmente il colore attraverso diverse tonalità di giallo, grigio e verde.

Uno strato dopo l'altro, senza avere fretta di arrivare al risultato. La colorazione progressiva permette di ottenere sfumature più ricche e naturali, lasciando che la texture della carta continui a partecipare al risultato finale.

Germana ha osservato le foglie anche alla luce del sole e all'ombra, per cogliere come la percezione del colore cambiasse con la luce.

Colorazione della Cineraria con PanPastel

Lacca e talco sul floccato celeste 210g: il tocco finale

Una volta testa la nuova carta e costruite le sfumature

Germana ha utilizzato una leggera spruzzata di lacca per capelli per fissare la colorazione, seguita dal borotalco.

Piccoli accorgimenti che contribuiscono a modificare l'effetto superficiale della foglia e ad avvicinarla ulteriormente all'aspetto della Cineraria naturale.

Nel paper flower, spesso il risultato finale non dipende da un solo materiale. È la somma di tanti piccoli gesti: carta, colore, fissaggio, texture, lavorazione e soprattutto osservazione.

Modellare la carta per darle vita

Dopo il colore arriva la fase che trasforma un elemento piatto in una foglia: la modellazione.

Germana ha lavorato la carta con le mani, aiutandosi con i bulini per creare forme e curvature. È una fase in cui bisogna imparare ad ascoltare il materiale: spingere, curvare, alleggerire e dare movimento.

La Cineraria non ha foglie perfettamente piatte e simmetriche. Una modellazione troppo rigida rischierebbe quindi di togliere naturalezza al risultato.

Dettaglio Cineraria di carta Foglie di Cineraria in carta Cineraria di carta in vaso

Cinque fogli A4 e tanti piccoli dettagli

Per realizzare una piantina ricca e corposa, Germana ha utilizzato 5 fogli A4 di carta e ferretti #28 per la costruzione degli steli.

Una quantità che permette di creare un risultato pieno, con tanti elementi che contribuiscono a dare alla pianta quella presenza che la rende interessante anche quando viene utilizzata da sola.

La Cineraria come protagonista... o come riempitivo?

Un singolo ramo, inserito in un vaso semplice, ha già una forte presenza decorativa.

Ma la Cineraria può anche diventare quella presenza verde e argentata che completa una composizione di fiori di carta.

Il verde non è soltanto un elemento di riempimento. Dà profondità, crea movimento e rende l'insieme più credibile.

Consigli di Germana per replicare il progetto

  • Utilizzare la Ruvida Verde Lichene 290 g oppure il floccato 210g nelle dimensioni originali del file.
  • Se si sceglie di utilizzare la ruvida verde lichene 290g, evitare di accoppiare due fogli: la carta può diventare troppo dura e poco modellabile.
  • Costruire il colore gradualmente con PanPastel, lavorando su giallo, grigio e verde.
  • Sperimentare anche con sfumature argento e bianche, come suggerito da Maison Gregoria.
  • Fissare la colorazione con una leggera spruzzata di lacca e completare con borotalco.
  • Modellare con le mani e aiutarsi con i bulini per dare movimento alle foglie.
  • Utilizzare guttaperca per montare le foglie sullo stelo.

Quale carta scegliere?

Per questa prima interpretazione Germana suggerisce innanzitutto la Ruvida Verde Lichene 290 g, che le ha permesso di costruire la colorazione a più strati e ottenere una base consistente anche dal punto di vista tattile.

Una seconda possibilità è la Floccato Celeste 210 g: una carta dalla superficie già caratterizzata da una texture morbida, che permette di affrontare il realismo della Cineraria partendo da una caratteristica tattile molto vicina a quella delle foglie naturali.

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Il Paper Flower Lab: non copiare la natura, interpretarla

Il progetto Maison Gregoria rappresenta il punto di partenza. La carta di Carta in Dispensa diventa lo strumento. Ma il risultato finale appartiene alla creativa.

Perché ogni materiale reagisce in modo diverso. Ogni mano lavora in modo diverso. Ogni persona osserva la natura attraverso il proprio punto di vista.

È questo lo spirito del Paper Flower Lab: mettere in dialogo progettazione, materiali e creatività per scoprire cosa può nascere quando si prova qualcosa di nuovo.

Il prossimo esperimento?

Non vediamo l'ora di scoprilo!

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